Logo NOT gallery in sezione

Artist: Andrea Aquilanti

Vernissage: 23/03/2005
Finissage:   01/05/2005


bannerandreaaquilantiL'angolo dei giochi - Opsign of life Andrea Aquilanti Vi sono immagini che sono capaci di evocare ricordi nella mente di tutti. Vi sono figure in cui il tempo si cristallizza e ognuno può rivedervi il proprio passato. Immagini-cristallo (Gilles Deleuze) La figuratività dei lavori di Andrea Aquilanti, la scelta ch’egli fa dei sui soggetti, presuppone la rappresentazione del tempo, di una storia… tant’è vero che tutte le sue immagini sembrano ritrarre l’interruzione di un film: non è importante il soggetto, il personaggio o la scena narrata, quanto il fatto che tutto il lavoro sembra un attimo di vita interrotto… il movimento delle nuvole nel cielo, il cammino delle persone, l’atmosfera che si condensa, il buio della sera che scende … tutto si blocca, si cristallizza… eppure tutto mantiene il ricordo di ciò che è avvenuto in precedenza e le potenzialità di ciò che avverrà in seguito. Le continue contaminazioni tra il linguaggio cinematografico, quello fotografico e quello semplicemente grafico sono il presupposto che consente all’artista di raggiungere una essenzialità di disegno capace di rappresentare delle storie nelle quali il tempo, il passaggio da un’azione precedente ad una successiva, è l’unico vero soggetto. Con l'inquadratura, la macchina da presa cinematografica ritaglia dallo spazio aperto del mondo un sistema chiuso, una sezione mobile del tempodurata, un sottoinsieme fatto di immagini, di personaggi e di oggetti posti in relazione dinamica tra di loro. A differenza di quelle arti fatte di pose (scultura, pittura, fotografia ecc.), le quali rimandano a forme e idee eterne ed immobili, il cinema, come la danza e il mimo, libera valori "non-posati", riporta il movimento all'istante qualsiasi. E’ all’inquadratura cinematografica che Andrea Aquilanti ricorre come punto di partenza dei sui disegni. Nel lavoro per la mostra nella NOTgallery l’artista ha scelto di scomporre un ricordo d’infanzia nella sua componente tattile ed in quella visiva, per ricomporla poi nuovamente davanti all’osservatore. Ne scaturisce un’immagine che, nella sua staticità, riesce a generare un’idea di movimento nella fantasia dello spettatore, poiché due percezioni (chiaramente) distinte concorrono simultaneamente nel richiamare alla memoria uno stesso ricordo. La scomposizione delle percezioni ha lo stesso scopo che ha, secondo Deleuze, il montaggio nella cinematografia: ci fa dono di un'immagine della durata e del tempo. “L’angolo dei giochi” non si mostrerà come un immagine presente, ma come un’immagine onirica in cui appare il passato di ognuno di noi. L'inquadratura, il piano e il montaggio sono i mezzi attraverso i quali il cinema costruisce il suo sistema di relazioni tra immagini. L'inquadratura, il piano e la scomposizione delle percezioni sono i mezzi a cui è ricorso Andrea Aquilani per costruire il suo sistema di relazioni tra immagini. Così come la memoria dello spettatore è importante nella costruzione dell’immagine che questi si fa de “l’angolo dei giochi”, allo stesso modo il suo intervento sarà importante nella elaborazione dei “nuovi multipli” che pure saranno presentati in mostra: dei lavori che hanno una radice comune in un’immagine pittorica di Andrea Aquilanti, ma la cui immagine finale si costituirà con l’aggiunta di elementi, pensati dall’artista, ma scelti e sistemati secondo un ordine dato dall’osservatore.
 
© 2010 NOTgallery - Contemporary Art Factory