Human Revolution Reloaded
Artists: Christian Leperino 
Vernissage: 25/06/2009
Finissage:   01/09/2009

Human Revolution

"Human Revolution" è un progetto nato dalla collaborazione tra l'Università Federico II, la principale istituzione didattica e scientifica della città, il Real Museo Mineralogico del Centro Musei delle Scienze Naturali, importante risorsa documentale scientifica, la NOTgallery, attiva nella ricerca artistica d'avanguardia e Christian Leperino, artista molto attento a rinnovare in senso internazionale la tradizione artistica napoletana.

La trasformazione dell'uomo e del suo habitat, tema chiave dell'opera di Christian Leperino,  ha toccato la sensibilità di altre istituzioni che sono attivamente coinvolte nella "trasformazione" di Napoli. Il Dipartimento di Biologia e Patologia Cellulare e Molecolare della Università Federico II, la Metropolitana di Napoli SPA, la Fondazione GENS, hanno sostenuto il progetto "Human Revolution" rendendo possibile la realizzazione dell'evento curato da Simona Chiapparo e organizzato da Ugo Della Corte.

Il 21 maggio scorso il Real Museo Mineralogico del Centro Musei delle Scienze Naturali è stato trasformato in un laboratorio aperto al dibattito artistico contemporaneo.

Christian Leperino ha raccontato in passato, attraverso la pittura, l'uomo e il paesaggio della periferia metropolitana post-industriale. Contesto urbano un tempo adibito ad ospitare imponenti strutture industriali,  che,  a seguito della rivoluzione informatica e della organizzazione internazionale della produzione, si sono "ritirate", lasciando dietro solo inutili resti e violenti conflitti. Il cyborg, uomo in cui convivono parti biologiche e  parti artificiali, è l'unico individio capace di vivere e resistere nel mondo "trasformato", del contesto post-industriale.

Con la performance "Human Revolution" del 21 maggio Leperino ha recuperato l'origine arcaica del tema del cyborg nell'antico mito ebraico del Golem.

Quella del Golem, infatti, è un'antichissima leggenda ebraica sul mito dell'uomo artificiale creato da un altro uomo, atto di sfida a Dio, tentativo di impossessarsi della sua forza creatrice. Attraverso la costruzione di un simulacro di elementi naturali, la terra, che prende vita grazie a formule magiche, nasce Golem, dalla parola ebraica gelem "materia grezza", o "embrione", figura muta, imperfetta,  servitore e aiutante dell'uomo. Con il progredire delle conoscenze e delle tecnologie il Golem si trasforma prima in "automa" e poi in "cyborg".

La materia trasformata in scultura è il nuovo passaggio creativo di Leperino, iniziato con la performance "Human Revolution", dopo la sperimentazione di "Tactus Intimus" ai Musei Universitari di Palazzo Poggi a Bologna nel gennaio 2009.

La performance ha avuto come oggetto un "Golem" di 3 metri con lo sfondo le teche del Real Museo di Mineralogia e 50 guerrieri cyborg di cera.

Human Revolution, contaminando simbolicamente con materia inorganica il corpo del Golem, ha trasmesso e condiviso con i fruitori la complessa esperienza del corpo umano in continua evoluzione.

Human Revolution Reloaded è la tappa successiva di questo percorso che si terrà a partire dal 25 giugno presso la NOTgallery. In mostra sarà presentato il video della performance al Museo Mineralogico, nonché i lavori generati da quella "azione".

I guerrieri in cera, concepiti dall'unico modello del grande golem del museo mineralogico, come questo, ricevono simbolicamente vita da una pietra minerale; è questa pietra, nella sua unicità, per dimensione, composizione e ubicazione, a rendere ogni guerriero unico e diverso dagli altri. E' la singolarità irripetibile a rendere prezioso ogni individuo, sia esso uomo, golem o cyborg, e, tale unicità sarà manifesta in una piccola ma suggestiva installazione che, attraverso un gioco di luci, metterà in evidenza il contrasto tra la fragilità del materiale di cui è composto ogni guerriero e la preziosità di ciò che contiene e rappresenta.

Un'altra piccola installazione in gesso e alluminio starà a simboleggia la liberazione  del golem (attraverso la vita) dalla fissità della materia inanimata di cui è composto.

In grande disegno a parete che accoglie lo spettatore all'ingresso della mostra sintetizza in pochi tratti, il gesto che nella storia umana - nell'antichità (statuaria egizia, periodo arcaico greco) come nella contemporaneità (Forme uniche della continuità dello spazio di Boccioni) - è stato utilizzato dall'uomo per rappresentare il movimento e dunque la vita: "il passo" che genera il cammino.