|
Artist: Iabo
Vernissage: 16/11/2007
Finissage: 15/12/2007
IABO è tra i più conosciuti writers
napoletani.
La sua ricerca nasce dai grigi e diroccati
scenari metropolitani: i suoi interventi si integrano perfettamente al contesto
urbano. Viaggiando in metropolitana, camminando per la strada o aspettando il
nostro autobus, le opere lasciate da IABO “scorrono”
sui muri di Napoli: un “open art” accattivante, ironica, provocatoria.
I rulli bianchi e neri dipinti su
coloratissimi sfondi non sono semplicemente il
"segno" che IABO ha lasciato alla città, ma sono il suo messaggio
artistico che, impresso nello scenario urbano, arriva ad un pubblico ampio ed
eterogeneo.
Dal contatto tra il mondo giovanile e le
più innovative tecnologie sono nate nuove grammatiche di comunicazione
linguistica e nuove forme di trasmissione, i concetti passano attraverso
immagini iconiche. Gli sms, le abbreviazioni lessicali e gli emoticon sono soltanto
alcuni esempi di questo contatto: nati dalla realtà giovanile per l'esigenza di
comunicare attraverso un linguaggio che sia più immediato possibile e alla
portata di tutti, superando differenze linguistiche e culturali, si sono poi
diffusi a tutte le generazioni che fanno oramai uso di computer e/o telefoni
mobili.
La stessa comunicazione linguistica,
intesa nelle sue forme più tradizionali, sta subendo una sorta di
semplificazione, ma, nel contempo, il vocabolario giovanile si sta arricchendo
di immagini iconiche incisive ed immediate, capaci di trasmettere molto più
rapidamente emozioni, intenzioni
e desideri.
IABO prende ora le distanze dal suo
passato da writer, sviluppando un’altra linea di
ricerca attraverso due metodi diversi, ma complementari, per comunicare
attraverso le nuove grammatiche tecnologiche con lavori che abbiano una
fruizione non pubblica, ma più intima e rivolta al contesto abitativo.
IABO trasforma elementi della realtà
quotidiana in icone dalla immediata comunicabilità: sicché oggetti, animali o
personaggi umani vengono sintetizzati in simboli digitali che hanno una
capacità comunicativa paragonabile a quella della segnaletica stradale (linguaggio ormai universalmente diffuso).
Attraverso le opere del ciclo Mariuolismo IABO ha voluto manifestare
il suo punto di vista sul recente interesse da parte del sistema dell'arte e
del pubblico nei confronti della "cultura artistica di strada". Il
titolo Mariuolismo sembra suggerire
un nuovo movimento artistico, ma in effetti è riferito al termine dialettale
"mariuolo", cioè ladro. Come ladri, infatti, un tempo i writers (e
poi gli street artists) si aggiravano di notte per buie periferie, nei depositi
dei treni, in luoghi urbanisticamente e socialmente degradati per riempirli di
colore e di fantasia. Come ladri, perché fino a non molto tempo fa le loro
opere erano considerate degli abusi, degli atti illegali (sia chiaro che per la
legge lo sono ancora, anche se non più per l'opinione pubblica).
Oggi invece "mariuoli" sono
coloro che hanno finalmente riconosciuto il valore estetico e culturale della
street art, che aveva un intento sociale ed esteticamente educativo, e hanno cominciato ad appropriarsi di tutte le
immagini lasciate nelle strade cittadine dagli artisti, sottraendole alla pubblica
fruizione.
Il fotografo Augusto De Luca è stato il
primo a riconoscere pubblicamente a Napoli il valore artistico delle opere
“urbane”, tra cui quelle dello stesso IABO. Attraverso una campagna di
sensibilizzazione, seguita dal quotidiano Il
Mattino, De Luca ha reso un atto pubblico l’operazione (nata dal piacere
del tutto personale di possedere le opere) di distacco ed appropriazione dei
manifesti degli artisti dislocati in varie zone della città. In risposta a
questa operazione IABO rapirà Augusto De Luca il giorno dell’inaugurazione
della sua mostra e lo rinchiuderà all’interno dello spazio di NOTgallery,
costringendolo però in una posizione nella quale egli, pur circondato da
numerosi manifesti, sarà nell’impossibilità di potersene appropriare.
|